Curiosità

Indossava la tuta da moto, 580 euro di multa al biker.

Dopo 3 settimane di zona rossa in Veneto, le misure per il contenimento del contagio da COVID-19 hanno allentato la presa. In occasione delle festività di Pasqua alle persone era permesso raggiungere parenti e amici per i consueti auguri e festeggiamenti.

Marco Zerbinati, il ventenne di Trecenta protagonista di questa vicenda, si era recato a Padova il giorno di Pasqua per far visita ad un amico di famiglia.

Dopo settimane di clausura dovute al periodo invernale, il giovane ha spolverato la sua moto approfittando della bella giornata per andare a salutare l’amico.

Marco Zerbinati in sella alla sua moto

Al ritorno, per evitare il tratto autostradale, ha deciso di percorrere la strada sui Colli Euganei. Arrivato a Teolo è stato fermato da una pattuglia di Carabinieri, che stava effettuando controlli sul rispetto delle norme per il contenimento del contagio da COVID-19.

Marco si era assicurato che lo spostamento fosse permesso dalle disposizioni legislative per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, ma a “tradire” le sue buone intenzioni è stata la tuta da motociclista.

Il giovane ha riferito al giornale Il Gazzettino: <<Mi ha detto che essendo vestito da biker non poteva dare credibilità a quel che dicevo, pensava che mi trovassi li perché ero andato a fare un giro sui Colli. Ha spiegato che se fossi stato vestito in modo diverso non mi avrebbe fatto la multa>> . La sanzione che deve pagare è di 580 euro, ridotti a 373 se pagherà entro 5 giorni.

Cosa dice la legge

L’articolo 171 del CdS impone l’uso del casco obbligatorio conforme ai tipi omologati, che deve essere indossato sia dal conducente che da un eventuale passeggero. La violazione della norma comporta una multa da 80 a 323 euro. Non esiste, invece, l’obbligo di indossare abbigliamento tecnico, ma il buon senso ne suggerisce sempre l’utilizzo per ridurre il rischio di farsi male.

Paraschiena, fascia lombare e ginocchiere Dainese

Ma qualcosa si sta muovendo in questo senso. Il Regolamento europeo 2016/425, che viene applicato in Italia dal 21 aprile 2019, prevede che tutti i capi da moto dotati di protezioni vengano a tutti gli effetti dichiarati come DPI, ovvero “dispositivi di protezione individuale”.

I capi devono essere certificati secondo la normativa normativa EN 17092, descrive le caratteristiche e i metodi di prova dell’abbigliamento progettato per i motociclisti.

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